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Paesaggistico Floristico - vegetazionale Storico Etnografico

Difficoltà:

Dislivello (m.):
600

Tempo medio di percorrenza:
5 ore

Abbigliamento e attrezzatura:
da media montagna

Note:
l'accesso è consentito solo a mezzi privati. Da Schilpario si segue la SS. del Passo del Vivione fino a monte di un tornante dove si stacca la sterrata per il Passo Campelli (chiusa al traffico privato) e poco più in alto il rifugio Cimon della Bagozza (parcheggio).

Sul Sentiero dei minatori
Cimalbosco Campelli

A piedi
Periodo consigliato:  aprile - ottobre

Caratteristiche percorso:   escursionistico con alcuni tratti senza sentiero da percorrere solo in condizioni di ottima visibilità


Punto di partenza
rifugio Cimon della Bagozza (Schilpario)
Punto di arrivo
rifugio Cimon della Bagozza (Schilpario)

Da Schilpario si segue la SS. del Passo del Vivione fino a monte di un tornante dove si stacca la sterrata per il Passo Campelli, sulla sinistra si incontra un bar ristorante e poco più in alto il rifugio Cimon della Bagozza, punto di partenza del nostro itinerario.
Si imbocca la sterrata e la si risale nel bosco fino ad uno spiazzo prativo. Lasciata la strada che prosegue a destra verso il Passo Campelli, si continua in direzione nord lungo una pista che si inoltra nella piana e poi sale a sinistra con una svolta alla malga Arera. Si sale ancora con una ampia svolta fino a incrociare i segnavia del Sentiero Italia. Il nostro itinerario continua sulla strada fino al tornante successivo. Qui la si abbandona e a sinistra si imbocca un sentiero che taglia in costa i pascoli, passa poco a monte di un esemplare perfettamente conservato di forno di fusione, rimonta una valletta e porta nei pressi dei ruderi di un edificio di minatori ben visibile anche dal basso.
Con l'erba alta la traccia non sempre è evidente, ma l'allineamento delle paline aiuta a mantenere la giusta direzione. Siamo poco a valle dell'ampia sella che divide I Colli dal Monte Gardena e che il Sentiero Italia scavalca per scendere al Passo del Vivione. Si piega a destra e si risale senza percorso obbligato il largo dosso, si superano i resti di una zona mineraria e si tocca il crinale in corrispondenza di una pozza d'acqua.

A questo punto si danno due possibilità. La prima contempla lo scavalcamento integrale per cresta dei Monte Gardena e la discesa per il ripido versante opposto rivestito da praterie e da cespugli di ontani fino nei pressi della Malga Giovetto e del soprastante Passo del Giovetto, dove si ritrova la segnaletica del Sentiero Italia.
La seconda, da effettuare soltanto quando l'erba non è bagnata, prevede invece la traversata in costa delle pendici meridionali del Monte Gardena, al termine della quale si scende ugualmente al Passo del Giovetto. Dal Passo ci si alza su di una carrareccia sulle pendici del Monte Campione sino ad un bivio contrassegnato da una costruzione. Si devia a sinistra e si continua sulla strada che si alza sui fianchi occidentali del Monte Campione e porta al distretto minerario del Giovo, sul crinale divisorio fra la Val Gardena e la Vai Erbigno.
Dopo la visita al complesso minerario, si ritorna al bivio, si piega a sinistra e si tagliano in piano le pendici meridionali del Monte Campione fino in prossimità del Passo Campelli superato dal Sentiero Italia che scende al rifugio CAI Iseo in Valcamonica (segnavia 162). Senza raggiungere il passo, ad un bivio si prende a destra, si passa accanto alla malga Campelli di Sopra e si ridiscende comodamente la strada alla base della bastionata dei Cimone della Bagozza e in un rado bosco di larici fino a ritornare alla piana sottostante la malga Campelli di Sotto dove si chiude l'anello.


Cartografia Le escursioni in Valle di Scalve - Comunità Montana di Scalve

Segnaletica Bandiere segnavia CAI bianche e rosse e paline del Sentiero Italia

Parcheggi Nei pressi del rifugio Cimon della Bagozza

Guide CAI Sottosezione Valle di Scalve
tel. 0346751133



Il Cimon della Bagozza dalla Conca dei Campelli
 
Il rifugio Cimon della Bagozza
 
Cartina dell'itinerario
 
 
 
 
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